
La netiquette
Usenet ma in tutte le aree di incontro e scambio telematico, e anche nella corrispondenza privata, ci sono comportamenti che è meglio seguire. Non esistono regole fisse, imposte da qualcuno, se non quelle che ciascun sistema può stabilire al suo interno; ma ci sono "usi e costumi" abituali nella rete, e dettati dall’esperienza, che è meglio rispettare, per non dare fastidio agli altri e per evitare spiacevoli conseguenze (come le flame).
Queste usanze sono definite scherzosamente Netiquette, l’etichetta della Net(rete).
Vedi le Netiquette Guidelines del Network Working Group
Fra le edizioni italiane, è simpatica la "seria e semiseria" di Aspide
DOCUMENTAZIONE
- La Netiquette Articolo apparso su Il mercante in rete n.7 (agosto 1997)
- Stiamo dimenticando la Netiquette? Tratto da I garbugli della rete n.17 (novembre 1997)
- L’umanità dell’internet Il libro citato all’inizio (aprile 2001)
A proposito di netiquette, e delle "sindromi" in cui si può cadere nell'uso della e-mail, è illuminante e tuttora di attualità ciò che scriveva Umberto Eco nella sua "Bustina di Minerva" su L'Espresso del 22 marzo 1996.
... parlando faccia a faccia si fa capire con gli occhi se si sta parlando per gioco, e di solito si scrivono lettere a persone che si conoscono bene; la l'e-mail ci pone in contatto con sconosciuti, talora appartenenti a culture di cui non conosciamo il senso dell'umorismo, ed è bene andar cauti.
La distanza e la rapidità pongono altri problemi psicologici. Per esempio: si è portati a essere invadenti, a sollecitare dieci volte la risposta, mentre con una lettera si sarebbe stati tranquilli ad attendere. Tra gli inconvenienti della rapidità, eccone uno che illustrerò con un caso recente, e vero. Un tale (lo chiameremo Pasquale)... viene inviato all'estero per una missione di fiducia, e si tiene in contatto con i colleghi via e-mail (ha appena imparato a usarla). Un amico gli comunica (via e-mail) che gli è stato fatto un torto...
Quando ci arrabbiamo per una presunta ingiustizia, nel momento dell'ira siamo disposti a dire che chi ci ha fatto il torto è un imbecille, che "quelli" non ci hanno mai capito, che ci hanno fatto passare davanti dei leccapiedi, e ci viene voglia di mandare tutti al diavolo. Poi di solito si lascia sbollire l'ira, si chiede un colloquio... si domandano spiegazioni. Se si è lontani si scrive una lettera, la si rilegge prima di spedirla, la si corregge per rendere il tono più efficace.
Invece Pasquale ha ricevuto la notizia e immediatamente (e-mail è così comodo) ha scritto al responsabile del presunto torto trattandolo da mascalzone, facendo insinuazioni sulla sua correttezza professionale, accusandolo di aver concesso favori aziendali in cambio di prestazioni sessuali da dipendenti di ambo i sessi, e quando quello ha risposto irritato (via e-mail) chiedendogli se era matto, Pasquale ha rincarato la dose... E siccome un messaggio e-mail può essere inviato contemporaneamente a più persone, Pasquale ne ha inviato copia al capo dell'azienda...
Ovviamente la vicenda di Pasquale si conclude non solo con una violenta flame, ma con gravi conseguenze per la sua vita professionale. Un buon esempio di quanto possano essere pericolose le violazioni della netiquette, e di quanto sia importante scrivere offline e rileggere prima di spedire. Umberto Eco attribuisce questo tragicomico episodio a una persona che "ha appena imparato a usare l'e-mail"; ma la verità è che errori del genere vengono commessi abbastanza spesso anche da persone che hanno, o credono di avere, molta esperienza nella rete.
Un problema di netiquette che non esiste in inglese è l'uso del tu.
Sembra che non ci sia, in Italia, una "prassi" del tutto "consolidata".
La tendenza prevalente è l'uso del tu in tutti i messaggi in rete, cui non sempre segue automaticamente la stessa forma amichevole quando ci si incontra di persona. La maggior parte delle persone tende a trasferire il tu anche nell'incontro "fisico" o telefonico; alcuni invece, specialmente se lo scambio è professionale e non personale, quando passano al colloquio "a voce" usano il lei.
Ci sono, specialmente fra i "nuovi arrivati", persone che usano il lei anche in rete. Si può immaginare che l'uso del tu?????† sia più frequente fra i giovani, ma non è sempre così. Più che dall'età dipende dalle abitudini personali e dal tipo di relazione.
In sostanza, l'uso prevalente rimane il tu ma ogni persona è libera di scegliere il modo che preferisce; e anche in questo è bene non "imporre" il proprio stile ma tener conto del comportamento delle altre persone.
La rete è stata concepita per comunicare in inglese: una lingua in cui non si usano gli accenti. Il risultato è che i testi su Internet si possono trasmettere solo con la gamma "ristretta" dei caratteri ASCII, che comprende tutte le lettere dell'alfabeto, tutti i numeri e i normali segni di punteggiatura, più alcuni simboli come @ $ % & * eccetera; ma non le lettere con l'accento.
Questo significa che parole come perché o però o così possono arrivare deformate non solo se si scrive a un indirizzo fuori dall'Italia, ma anche nella corrispondenza fra italiani. Anche se il singolo sistema accetta le lettere accentate, queste cambiano se passano sulla rete e arrivano a un altro sistema; così come cambiano se si converte un testo da un editor a un altro, o da un word processor a semplice testo (questo problema non si nota nel caso delle pagine Web, perché il linguaggio HTML permette l'uso di tutti i caratteri ASCII "estesi", comprese le lettere accentate; ma quando un testo si trasferisce da HTML a un altro codice di scrittura il problema si ripropone).
Ci sono programmi, di sviluppo recente, che permettono di trasmettere le accentate nei messaggi in rete: come MIME Quoted-Printable e Base64. Molti OLR li usano automaticamente.
Ma la soluzione migliore è una, e molto semp?????†lice. Per nostra fortuna l'italiano (a differenza altre lingue, come il francese o lo spagnolo) pone gli accenti sempre alla fine della parola. Per evitare problemi nella comunicazione in rete basta prendere l'abitudine di usare l'apostrofo al posto delle lettere accentate: cioè scrivere perche' o percio' o cosi' .
Nella corrispondenza in rete (sia personale, sia in aree di discussione) ricorrono abbastanza spesso sigle, tutte derivate dall'inglese, che può essere utile conoscere, perché sono usate abitualmente anche da chi scrive in italiano. Alcune sono espressioni della normale corrispondenza inglese, altre sono proprie della rete.
Nella telematica, come nell'informatica, è molto diffuso l'uso di sigle o di "acronimi"; in modo così esagerato da indurre spesso all'ironia. Per esempio la sigla PCMCIA (che in realtà significa Personal Computer Memory Card International Association) è scherzosamente interpretata come People Can't Memorize Computer Industry Acronyms: "la gente non riesce a ricordare le sigle usate nel mondo dei computer".
Alcune delle sigle contengono parole "volgari", che talvolta, con una certa pruderie, gli americani abbreviano o interpretano in modo diverso.
AKA Also Known As - lo pseudonimo o "nomignolo" di una persona (o il nome "vero" di qualcuno di cui si conosce l'alias) o anche semplicemente un modo diverso di dire la stessa cosa.
ASAP As Soon ?????†As Possible - "il più presto possibile"
BTW By The Way - "a proposito", o "fra parentesi".
FWIW For What It's Worth - "per quello che vale".
FYA For Your Amusement - "per divertimento".
FYI For Your Information - "per informazione".
IMHO In My Humble Opinion - "secondo me" (letteralmente "secondo la mia umile opinione", ma spesso "umile" è inteso in senso ironico). Ci sono varianti, di uso meno frequente, come IMO (In My Opinion), IMCO (In My Considered Opinion) e anche IMNSHO (In My Not So Humble Opinion).
IOW In Other Words - "in altre parole".
OTOH On The Other Hand - "d'altra parte".
PITA Pain In The Ass - persona noiosa, rompiscatole (per pruderie alcuni, nell'interpretare questa sigla, scrivono A**)
POV Point of View - "punto di vista".
ROTFL Rolling On The Floor Laughing - "mi?????† rotolo per terra dalle risate" (di solito usato non come insulto, ma come apprezzamento di un'osservazione umoristica).
RSN Real Soon Now - letteralmente "fra poco tempo"; ma abitualmente usato in senso ironico, per intendere "chissà quando" o "probabilmente mai".
RTFM Read The Fucking Manual - "leggi il fottuto manuale". Viene detto di solito a chi chiede troppe spiegazioni tecniche invece di cercare di cavarsela da solo. Può significare anche Read The Fucking Message cioè "non hai capito bene e stai rispondendo a sproposito" o "leggi meglio ciò che è già stato scritto". Per "eufemismo" la sigla viene interpretata anche come Read TheFine Manual o Read The Fantastic Manual.
SNAFU Situation Normal, All Fucked Up - forma gergale abbastanza diffusa in America, che pare sia nata nella marina militare. È un modo scherzoso per definire una situazione confusa, problematica o pasticciata.
TIA Thanks In Advance - "grazie in anticipo"
TIC Tongue In Cheek - "sto scherzando"
Ci sono molte altre variazioni di sigle, di uso meno frequente, fra cui le più "pittoresche" sono probabilmente quelle usate nei gruppi "singles" di Usenet, che vanno da un semplice LJBF (Let's Just Be Friends - cerchiamo di essere soltanto amici) o LAFS (Love At Firs?????†t Sight - amore a prima vista) o NIFOC (Nude In Front Of The Computer -nudo, o nuda, davanti al computer) fino a WFYITBWNBLJO (Waiting For You In The Bathtub Wearing Nothing But Lime Jell-O - "ti aspetto nella vasca da bagno senza altro addosso che una gelatina al limone").
Alcune sigle nuove, che stanno emergendo nel mondo dei teenager americani, sono citate nel bel libro di Don Tapscott, Growing Up Digital. Per esempio JC (Just Curious - solo per saperlo); BMF (Biting My Fingerlails - mi mordo le unghie); BRB (Be Right Back - torno subito); BBL (Be Back Later - torno più tardi); LOL (Laughing Out Loud) o LMAO (Laughing My Ass Off) per esprimere una forte risata; una variante del tradizionale ROTFL è ROTFLMAO (Rolling On the Floor Laughing My Ass Off ). Un'altra abitudine diffusa è l'uso di parole fra asterischi (invece delle "faccine") per esprimere un'emozione, come *wink* (strizzata d'occhio) o *smile* (sorriso) o *hug* (abbracciare) o *blush* (arrossire).
Ci sono alcune parole inglesi che ricorrono spesso anche nei testi italiani. Fra le più comuni:
FlameAttacco violento, lite (specialmente se si svolge in pubblico, cioè in una lista, o forum newsgroup dove leggono anche altre persone oltre ai litiganti). Queste "risse" sono considerate una violazione della netiquette. Spesso la flame consiste in un attacco collettivo contro qualcuno che si comporta in modo diverso da quello abituale in quel gruppo, e considerato scorretto.
NewbieUna persona "nuova" della rete, che non sa ancora come comportarsi.
Off topicFuori tema. Si dice quando in una conferenza o gruppo di discussione qualcuno parla di cose diverse, che sarebbero più appropriate in un'altra sede. Qualcuno scherzando in italiano dice "fuori topo": lo scherzo non è così sciocco come può sembrare, perché topos in greco è "luogo".
Quote, o quotingLe "citazioni" che si usano nella risposta a un messaggio. Come vedremo, un uso eccessivo di quote, o overquoting, è un comportamento fastidioso e contrario alla netiquette.
Spam o spammingRipetizione dello stesso messaggio o diffusione dello stesso testo in troppe sedi diverse . Anche questa è una violazione della netiquette, fastidiosa in ogni caso ma considerata particolarmente irritante quando si tratta di proposte commerciali.
Sysop o Sysadmin(System Operator o System Administrator). Il gestore di un nodo telematico. Di solito si parla di Sysop nel caso di piccoli BBS e di Sysadmin nel caso di servizi di maggiori dimensioni.
WebmasterLa persona responsabile di un sito web.
"Faccine" :-)Anche in Italia è diffuso l'uso dei cosiddetti smileys, o emoticons, che in italiano sono noti come "faccine". La forma più comune è il sorriso :-) ma è spesso usato anche il suo contrario :-( per esprimere un'emozione negativa.
Molti usano forme "abbreviate" di "faccine", come :) o :( e anche altri segni, come :-| che indica perplessità e ;-) che indica una strizzata d'occhio.
La variazione delle "faccine" può essere infinita; nella "Bibbia del Modem" di Giorgio Banaudi ne sono elencate più di 100, ma ciascuno può elaborarne altre secondo la sua fantasia.
Nello stesso libro si possono trovare molti esempi di "disegni ASCII", cioè immagini create usando lettere, numeri e altri simboli.
Fra i più comuni ci sono la freccia...
------->
... e la rosa...
@>--'--,--
... ma ci sono tante altre immagini, come l'omino che si affaccia...
‘''
(o o)
----ooO-(_)-Ooo---- ?????†
... o l'infinita serie di disegni sviluppati sul tema della "mucca"...
(__)
(oo)
/---------/
/| ||
* ||-------||
|| ||
^^ ^^
... o il mitico cane che da più di dieci anni è il simbolo della rete FidoNet...
/
/|oo
(_| /_)
__@/_ _
| |
| (*) | ))
______ |__u__| / //
/ FIDO _//|| _ /
(________) (_/(_|(___/ (tm)
----------------------------------------------
... o altre elaborazioni anche molto più complesse.
Certo forme d'arte molto modeste rispetto alla ricchezza di "grafica" che offre oggi la World Wide Web: ma una prova di come la fantasia possa esprimersi dovunque, e l'abbia fatto nella rete, anche con mezzi tecnici molto limitati.
Oltre alle soluzioni "manuali", che sono le più simpatiche e divertenti, si possono realizzare disegni "ASCII" usando software creati per questo scopo. Come per esempio:
8888 8888888
888888888888888888888888
8888:::8888888888888888888888888
8888::::::8888888888888888888888888888
88::::::::888:::8888888888888888888888888
88888888::::8:::::::::::88888888888888888888
888 8::888888:::::?????†:::::::::::::88888888888 888
88::::88888888::::m::::::::::88888888888 8
888888888888888888:M:::::::::::8888888888888
88888888888888888888::::::::::::M88888888888888
8888888888888888888888:::::::::M8888888888888888
8888888888888888888888:::::::M888888888888888888
8888888888888888::88888::::::M88888888888888888888
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88 8888888888::88::::8::::M:::::::::::::888888888888888 8888
88 88888888888:::8:::::::::M::::::::::;::88:88888888888888888
8 8888888888888:::::::::::M::"@@@@@@@"::::8w8888888888888888
88888888888:888::::::::::M:::::"@a@":::::M8i888888888888888
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M:::::::MM:::::::::::::::::M:::M:
Forse questa piccola forma d'arte sarà dimenticata, man mano che le tecniche (e la qualità dei collegamenti) renderanno sempre più facile la trasmissione in rete di disegni e fotografie; ma non è male ricordare che esistono tanti modi per trasmettere nella rete usando il "puro testo", che è estremamente meno ingombrante, e perciò più facilmente trasferibile.
