8BCraft lancia RetroStone2, nuova console retrò

La passione per i videogiochi retrò è più che mai viva. Una delle aziende all’avanguardia di questa “rivoluzione antica” nel mondo moderno è 8BCraft. Dopo aver lanciato con un certo successo due console come Raspiboy e RetroStone, l’azienda propone adesso RetroStone 2. Tutti gli amanti dei giochi retrò potranno adesso sfogarsi con questa nuova console portatile.

RetroStone 2 sfrutta pienamente la potenza di Retropie. Per giocare, bisogna scaricare ed eseguire ROM ed emulatori. Siccome la console è stata progettata per essere utilizzata in movimento, lo schermo incorporato è da 3,5 pollici. Ciò che è davvero interessante è la porta HDMI, che offre la possibilità di collegare il dispositivo a qualsiasi TV moderna. E’ anche presente una porta Ethernet, insieme a tra porte USB e uno slot per schede microSD. Insomma, il vecchio si unisce al moderno.

RetroStone2 possiede tutti i pulsanti necessari per giocare a qualsiasi gioco. Davanti è presente un D-Pad, quattro pulsanti, quello Start e quello Seleziona. Invece, sul retro ci sono quattro pulsanti aggiuntivi, utili per i giochi tipici di SNES, PS1 e di qualsiasi altro sistema recente.

L’hardware è composto da una scheda singola con un processore A20 a due core che garantisce 1,0 GHz di potenza. La RAM è di 1 GB. Per chi vuole collegarsi col WI-FI e via Bluetooth, possono essere acquistate a parte le estensioni. Inoltre, nella versione Pro sono presenti 8 GB di memoria integrata, un connettore SATA m.2, un connettore joystick e una scheda SD da 64 GB.

Riepilogando, ecco cosa ottiene chi acquista RetroStone 2:

  • Display con risoluzione 640X480.
  • Batteria rimovibile da 4000 mAh.
  • Altoparlante incorporato.
  • Jack per cuffie da 3,5 mm.

La console sarà disponibile a partire da dicembre. Il prezzo di acquisto è di € 129.

I nuovi modelli di PC Zotac racchiudono ottimo hardware in piccoli case

La tendenza prossima futura dei PC desktop? Case sempre più piccoli con componenti più avanzati grazie alla tecnologia che avanza. Quella degli Small Form Factor (SFF) non è una tendenza certamente recente, anzi: esiste ormai da qualche anno. Zotac è una di quelle aziende che, per nulla estranea all’hardware SFF, ha da poco lanciato una nuova linea di piccoli PC che montano una CPU Intel di nona generazione e schede grafiche RTX Nvidia.

Il nuovo modello Zbox Magnus serie E misura solamente 21×20,29×6 cm e, alla stregua degli altri PC SFF, è progettato per assomigliare più ad una console che ad un computer. Questo PC è disponibile in due versioni: il Magnus EN72070V e il Magnus EN52060V.

L’EN72070V è la versione di fascia alta e monta all’interno un Core i7-9750H a 6 core / 12 thread (da 2,6 a 4,5 GHz), un Nvidia RTX 2070, supporto per un massimo di 32GB di memoria DDR4-2666 / 2400 SODIMM, una PCIe o Unità SATA M.2 e un alloggiamento HDD/SDD da 2,5 pollici. Siccome il computer è parecchio piccolo, alcuni dei componenti sono tipici di un laptop, ma continuerà ugualmente a riprodurre giochi a 1440p.

Con questo PC, l’azienda si rivolge principalmente agli appassionati di hardware; quindi, maggiore connettività per un computer veramente piccolo. Inoltre, è dotato di DisplayPort 1.4, due porte HDMI 2.0, due porte USB 3.1 Type-C, quattro USB 3.0, un lettore di schede di memoria 3 in 1, Wi-Fi 6, Bluetooth 5 e una porta LAN Gigabit insieme a una porta da 2,5 Gbps Killer.

Invece, il modello EN52060V ha specifiche leggermente inferiori: CPU Core i5-9300H (4 core / 8 thread, da 2,4 GHz a 4,1 GHz) e un RTX 2060.

Entrambe le versioni sono disponibili come computer barebone, i quali offrono la possibilità di aggiungere la propria RAM, memoria e sistema operativo, mentre le configurazioni Windows offrono la versione 10, 8 GB di memoria, SSD da 128 GB e HDD da 1 TB. Attualmente non sono ancora disponibili i prezzi di vendita.

Corsair ha acquisito Origin PC

Corsair, azienda produttrice di componenti per PC fondata nel 1994 da Don Lieberman, John Beekley, e Andy Paul e con sede a Fremont in California, ha annunciato l’acquisto di Origin PC, società specializzata i computer desktop e laptop da gioco. Secondo le dichiarazioni ufficiali, con l’acquisto Corsair vuole espandere il proprio commercio a favore degli amanti di videogiochi che non vogliono assemblare in proprio i PC.

Se prima l’azienda era specializzate nella creazione di periferiche per PC, come cuffie, mouse da gioco e tastiere, da adesso in poi la produzione si occuperà di costruire componenti interni molto comuni, come alimentatori e RAM.

Origin PC e Corsair rimarranno separati, in modo che ognuno possa portare avanti i programmi di garanzia e supporto sui prodotti, nonché gli acquisti. Oltre all’acquisizione di uno dei nomi più noti sul mercato dei PC precostruiti, Corsair ha intenzione di produrre dei sistemi proprietari, tipo il già annunciato Corsair One. D’altronde, la sovrapposizione attuale renderebbe i sistemi poco appetibili, considerando che Origin PC rende ingombranti i sistemi, mentre Corsair ha come direttiva quella di creare build consapevoli dello spazio.

Per eliminare questa problematica, avverranno delle modifiche sostanziali alle build di Origin PC, con la Corsair che integrerà il suo software iCue nelle macchine, in modo da offrire sincronizzazione dell’illuminazione a livello di sistema e monitoraggio dello stesso, nonché sistemi di raffreddamento personalizzati della serie Hydro X di Corsair. Ma questo è solo l’inizio: in futuro l’integrazione tecnologica sarà ancora più serrata.

Nel 2018, Corsair acquistò Elgato, azienda famosa per la costruzione di schede di acquisizione video, le quali rendono lo streaming su YouTube molto più semplice.

NZXT lancia il suo nuovo PC “starter” precaricato

NZXT sta per lanciare tre nuovi PC, due dei quali come sistemi di avviamento, mentre il terzo è per gli streamer. I prezzi sono piuttosto competitivi.

Queste nuove configurazioni fanno parte del servizio di assemblaggio PC personalizzato della NZXT, il cui nome è BLD. L’unicità della NZXT riguarda la possibilità di selezionare i giochi a cui giocare, il tipo di risoluzione, AMD o Intel, più consigli su quale sia la configurazione completa ideale. L’azienda promette un turnaround di 48 ore.

Le ultime versione della NZXT sono già pre-configurate e pronte per la spedizione: qualsiasi PC “Starter” o “Streaming” acquistato prima delle 11:00, dal lunedì al venerdì, verrà spedito lo stesso giorno.

Il meno costoso dei tre è lo Starter PC, venduto a 899 euro. Comprende i seguenti componenti:

  • Case-NZXT H500
  • CPU-AMD Ryzen 5 2600
  • CPU Cooler-AMD Wraith Stealth Cooler
  • GPU-MSI GeForce GTX 1660 Gaming X
  • PSU-Seasonic S12II 500W Bronzo
  • Scheda madre MSI B450 Tomahawk
  • RAM-Team T-Force Delta RGB da 16 GB (2×8 GB) DDR4-3000
  • Western Digital Blue M.2 500GB SSD
  • OS-Windows 10 Home

Il sistema è coperto da una garanzia di 2 anni su componenti e manodopera. La selezione delle parti può essere scrutata, soprattutto perché queste nuove build non sono configurabili. Ma dal punto di vista del valore, NZXT sta mantenendo le cose molto competitive.

C’è anche un setup di Starter Plus a 999 euro e che monta una MSI GeForce GTX 1660 Ti Ventus XS 6G OC e Intel 660p M.2 1TB SSD. Nel frattempo, il build Streaming da 1.499 euro monta una Asus ROG Strix GeForce RTX 2070 e passa ad una versione 650W della PSU; inoltre, viene fornito con il più veloce SSD Intel 660p da 1 TB.

CPU Intel Core i5 e i7: quale scegliere

Le CPU Intel Core i5 e i7 sono diventate molto comuni, ma quali sono le differenze tra loro? Per molte persone, acquistare un PC con CPU Core i5 di ultima generazione equivale alla precedente i7. Quindi, gli appassionati di giochi al computer non avranno nessun problema con un processore di tali caratteristiche.

Di solito, una CPU Core i7, come la 9700K, è ad appannaggio per gli utenti che non badano a spese e che eseguono software di particolare potenza, come i videogiochi AAA ad alto frame rate o editing video.

Core i5 ed i7 hanno numero di thread e velocità di clock differenti, pur avendo lo stesso numero di core del processore (sei per l’ottava e la nona e quattro per quelli più vecchi). Invece, alcuni presentano il supporto per ulteriori thread grazie alla tecnologia hyperthreading di Intel, che gli conferiscono la capacità di supportare il doppio del numero di thread, rendendoli migliori al multitasking. Questa caratteristica è propria delle CPU i7, mentre gli i5 non la supportano. Però, con l’avvento della nona generazione, l’hyperthreading è riservato solo alle parti Core i9, quindi l’i7-9700K supporta solo otto thread.

Le CPU Core i5, come la 8400, presentano bassa velocità di clock, poco significativa a dire il vero, ed hanno cache più piccole, il che si traduce in un comportamento discontinuo nelle attività ripetitive. Quindi, chi mira a prestazioni elevate, maggiori conteggi dei thread e velocità di clock, deve guardare alla CPU Core i7 8700K, di fascia elevata e quindi dal costo sostenuto, che si aggira intorno ai 400 euro.

Batterie al litio: durata più lunga con un approccio… completamente rinnovato?

Molti ricercatori sono alla continua ricerca di batterie piccole e leggere che durino di più e che possano permettere alle auto elettriche ed ai dispositivi odierni di funzionare molto più a lungo senza ricaricare. Una risposta potrebbero darla alcuni scienziati del MIT e della Cina, grazie ad una versione riveduta e corretta del catodo, componente chiave delle batterie al litio.

La nuova versione è un catodo ibrido, il quale combina due diversi approcci: la produzione di energia per libbra (densità energetica gravimetrica) e quella per litro (energia volumetrica densità).

Se le attuali batterie agli ioni di litio utilizzano dei catodi composti da un ossido di metallo di transizione, quelle che invece hanno catodi di zolfo sono un’ottima alternativa per la riduzione del peso. Entrambe le opzioni sono al vaglio dei progettisti.

I catodi di tali batterie sono generalmente realizzati in una delle due modalità, noti come tipo di intercalazione o tipo di conversione. La prima tipologia, che utilizza composti come l’ossido di litio e il cobalto, fornisce un’alta densità volumetrica di energia. Questi catodi possono mantenere la loro struttura e le loro dimensioni mentre incorporano gli atomi di litio nella loro struttura cristallina.

La seconda tipologia utilizza lo zolfo che viene trasformato strutturalmente e temporaneamente dissolto nell’elettrolita. In teoria, queste batterie hanno una densità di energia gravimetrica molto buona, ma anche una densità volumetrica bassa, in parte perché tendono a richiedere molti materiali extra, tra cui una maggiore presenza di elettrolita e carbonio, entrambi utilizzati per fornire conduttività.

Nel loro nuovo sistema ibrido, i ricercatori sono riusciti a combinare i due approcci in un nuovo catodo che incorpora sia un tipo di solfuro di molibdeno chiamato fase Chevrel, sia zolfo puro, che insieme forniscono gli aspetti migliori di entrambi. Hanno usato particelle dei due materiali e li hanno compressi per formare il catodo solido.

DigitalOcean, la piattaforma di hosting container Kubernetes è ora aperta a tutti

La DigitalOcean ha annunciato oggi il rilascio ufficiale del suo hosting gestito da Kubernetes. La società, conosciuta per il suo VPS ultra-economico, afferma che l’hosting è pronto per la distribuzione delle applicazioni importanti delle aziende.

Kubernetes promette di essere una delle tecnologie più importanti nell’ottenimento di scalabilità, portabilità e disponibilità necessarie per costruire le app moderne. Sfortunatamente, per molti è ancora estremamente complesso da gestire e implementare.

L’obiettivo del DigitalOcean Kubernetes è di rendere fruibili le applicazioni containerizzate per qualsiasi sviluppatore, indipendentemente dalle loro competenze o risorse. Tutto ciò viene fatto automatizzando la gestione dei cluster di Kubernetes e il provisioning dei nodi per rendere più veloce e semplice l’esecuzione di app containerizzate. Inoltre, verranno infondate esperienze guidate sull’interfaccia utente e API aperte per fornire il giusto livello di supporto durante il percorso dello sviluppatore.

Kubernetes è una delle più grandi piattaforme di containerizzazione delle applicazioni. Gli sviluppatori amano particolarmente la containerizzazione quando si tratta di implementare il loro codice sorgente. Questo perché i container sono più facili da scalare, intrinsecamente più sicuri e più facili da implementare.

Quando uno sviluppatore confeziona un’applicazione in un contenitore, utilizza tutto il necessario per eseguire il software, ad esempio librerie, strumenti, runtime e impostazioni, e lo condensa in un unico file eseguibile.

Poiché lo sviluppatore non utilizza un singolo server per ogni applicazione, i malintenzionati hanno meno terreno a disposizione in cui agire. Soprattutto, poiché l’intera applicazione e le sue dipendenze sono raggruppate in un unico file eseguibile, è più coerente.

Lanciata nel mese di maggio, la piattaforma conta già circa 30.000 registrazioni tra sviluppatori e team. L’intenzione è quella di competere al più presto con altri servizi di hosting container, come OpenShift di Red Hat e Amazon Web Services.

Come i moderni sistemi di videosorveglianza possono proteggere una struttura

I sistemi di videosorveglianza odierni sono più intelligenti, convenienti e capaci. Le riprese vengono fatte ad alta risoluzione, in grado quindi di riconoscere facilmente volti, targhe e piccoli particolari prima impossibili da identificare. Per le strutture tutto questo si tramuta in una maggiore sicurezza nei confronti degli occupanti, oltre che per salvaguardare beni e dissuadere le persone a commettere atti criminali. Ecco tre modi per proteggere una struttura con la videosorveglianza.

Videosorveglianza per raccogliere prove

I sistemi di videosorveglianza moderni registrano video di altissima qualità e con audio chiarissimo. Nelle varie strutture o attività commerciali, la sicurezza è quindi aumentata. In presenza di attività criminali o attività sospette, le telecamere possono aiutare a identificare l’autore del reato. Le autorità sono quindi in grado di analizzare le riprese video per raccogliere prove, da utilizzare eventualmente in tribunale.

Videosorveglianza per rivedere riprese video precedenti

Le telecamere IP consentono agli utenti di memorizzare filmati registrati digitalmente su un disco rigido, su un server o un videoregistratore di rete (NVR). Tutto ciò che viene memorizzato digitalmente consente ai responsabili delle strutture e al personale di sicurezza di cercare rapidamente e facilmente le riprese passate, verificando ciò che è accaduto in un giorno specifico o in un momento specifico. Di fronte ad un incidente, possono utilizzare le registrazioni video per dimostrare cosa è realmente accaduto nel giorno preso in esame.

Videosorveglianza per il monitoraggio in tempo reale

Il monitoraggio video in remoto può essere estremamente utile per una struttura. Da qualsiasi luogo, il personale di sicurezza può utilizzare le telecamere per monitorare continuamente tutto ciò che si trova all’interno e nelle zone limitrofe, tramite smartphone, tablet o altri dispositivi mobili. Le riprese in tempo reale delle telecamere proteggono le organizzazioni fornendo dettagli aggiornati sulle attività che si verificano in una struttura.

BigRep presenta le nuove stampanti 3D PRO ed EDGE con tecnologia MXT

La BigRep presenterà questa settimana alcuni nuovi prodotti su Formnext, tra cui due nuove stampanti 3D industriali: la BigRep PRO e la BigRep EDGE. Entrambe le stampanti sono compatibili con materiali ad alte prestazioni e offrono una qualità di stampa che si adatta alla produzione di prototipi funzionali, parti di utensili compositi e persino parti finali per la produzione di piccoli lotti. La società afferma che le nuove stampanti 3D avranno applicazioni nei settori automobilistico, aerospaziale, dei beni di consumo e manifatturiero.

Entrambe le stampanti 3D si basano sulla tecnologia MXT della BigRep (che sta per Metering Extruder Technology) e sono dotate di un sistema di movimento Bosch Rexroth, il quale offre elevate velocità di stampa, precisione e alta qualità. Inoltre, le nuove macchine sono dotate di connettività IoT, quindi facilmente integrabili nelle fabbriche intelligenti.

BigRep PRO

La stampante BigRep Pro è stata sviluppata per la produzione di componenti industriali su larga scala. La grande macchina vanta un involucro di costruzione di un metro cubo e include una camera di spola a temperatura controllata. Questa funzione consente la stampa continua con materiali ad alte prestazioni, come ASA, ABS, nylon e altri.

La struttura della stampante 3D integra inoltre un telaio metallico chiuso e isolato che fornisce una temperatura costante durante tutto il processo di stampa. Nonostante siano chiuse, gli utenti possono comunque tenere sotto controllo le stampe grazie alle porte in vetro trasparente. Altre caratteristiche degne di nota includono un letto di stampa riscaldato montato con un foglio di poliammide per una migliore adesione e un sensore induttivo per il livellamento del letto semiautomatico.

BigRep EDGE

La BigRep EDGE offre molti degli stessi vantaggi del BigRep PRO, ma è leggermente più sofisticata. Essa vanta di un volume di costruzione di 1500 x 800 x 600 mm e una camera di generazione riscaldata (con temperatura controllata fino a 200 ° C nella camera di stampa e 220 ° C nel piano di stampa).

La BigRep EDGE integra inoltre un’esperienza elevata, con porte automatiche orientate verso l’alto e un’interfaccia grafica user-friendly con il pieno controllo delle impostazioni.

Teletrasporto? Potrebbe diventare realtà grazie all’utilizzo dei Qubits

Per le tecnologie future come i computer quantistici e la crittografia quantistica, la padronanza sperimentale di sistemi quantistici complessi è inevitabile. Scienziati dell’Università di Vienna e dell’Accademia delle scienze austriaca sono riusciti a fare un altro salto.

Mentre i fisici di tutto il mondo stanno cercando di aumentare il numero di sistemi bidimensionali, i cosiddetti Qubits, i ricercatori di Anton Zeilinger stanno aprendo nuovi orizzonti. Con questi sistemi quantistici più complessi sarà possibile aumentare la capacità di informazione con lo stesso numero di particelle. In altre parole, in futuro potrebbe essere possibile il teletrasporto di sistemi quantistici complessi.

Simile ai bit nei computer convenzionali, i QuBits sono la più piccola unità di informazione nei sistemi quantistici. Anche aziende come Google e IBM stanno cercando di produrre un numero crescente di QuBits entangled. La motivazione è sviluppare un super computer quantistico. A differenza delle due famose società, il gruppo di ricerca sopra citato sta perseguendo un nuovo percorso per aumentare la capacità di informazione dei sistemi quantistici complessi.

L’idea alla base è semplice: invece di aumentare il numero di particelle coinvolte, il team mira ad aumentare la complessità di ogni sistema. La particolarità dell’esperimento è il coinvolgimento di tre fotoni oltre la tradizionale natura bidimensionale. A questo scopo, i fisici viennesi utilizzano sistemi quantistici che hanno più di due stati possibili, in questo caso particolare il momento angolare delle singole particelle di luce. Questi singoli fotoni hanno adesso una capacità di informazione superiore rispetto ai QuBits.

Tuttavia, l’intreccio di queste particelle di luce si è rivelato difficile a livello concettuale. Ma i ricercatori sono riusciti a superare questo limite con un’idea rivoluzionaria: un algoritmo informatico che cerca autonomamente l’implementazione sperimentale. Dopo alcune semplificazioni, i fisici hanno dovuto affrontare altre problematiche, risolte grazie ad una tecnologia laser all’avanguardia e ad un multi-porto appositamente sviluppato.