iPhone Pro, i 64GB di memoria considerati troppo pochi dai consumatori

Per la prima volta nella storia degli smartphone prodotti da Apple, il nuovo iPhone ha assunto la nomenclatura “Pro”, aggiungendosi quindi al MacBook Pro, all’iPad Pro, all’iMac Pro e al Mac Pro.

Rispetto alla versione base dell’iPhone 11, i modelli Pro e Pro Max hanno una batteria migliore, uno schermo maggiormente elaborato e un sensore in più per la fotocamera posteriore. L’unica pecca è che lo spazio di archiviazione è di 64 GB, come il normale iPhone 11.

Non è la prima volta che l’azienda si mostra abbastanza “risicata” con lo spazio di archiviazione. I primi iPhone avevano soltanto 16 GB di spazio, e per ottenerne di più bisognava rivolgersi a modelli più costosi. Soltanto nel 2016 venne lanciato l’iPhone 7, il quale aveva 32 GB di spazio di archiviazione, mentre l’anno successivo l’iPhone 8 si presentò con 64 GB. Certo, per la maggior parte degli utenti tale quantità di spazio può bastare ed avanzare, ma quelli più esigenti vogliono di più.

Poi, se i nuovi modelli di cui sopra vengono paragonati ai top di gamma Android, il confronto è deludente. Basti pensare al Galaxy Note 10, che ha in dotazione 256 GB di spazio di archiviazione. Anche se l’iPhone 11 costa meno (699 euro), i modelli potenziati dovevano almeno avere lo stesso spazio del Note 10, considerando che costano circa 150 euro in più.

Insomma, la Apple a volte non vuole andare incontro alle esigenze di alcune persone, che usano gli smartphone a livello professionale. A suo tempo, anche il MacBook Pro ha avuto critiche simili. Considerati laptop professionali, danno priorità a funzionalità ingannevoli come la Touch Bar piuttosto che offrire cose di cui i professionisti hanno maggiormente bisogno, come più porte. Sembra che l’azienda lancerà un nuovo modello di MacBook Pro da 16 pollici, ma sono soltanto voci che non hanno avuto, per adesso, conforto ufficiale.